giovedì 27 luglio 2017

...Il settimo unicorno...










TRAMA
 

Alex Pellier, giovane vedova franco-americana che lavora per il Museo Cluny di Parigi, viene inviata in un antico monastero per valutarne i tesori medievali. Scopre così due disegni e una poesia che lasciano pensare che nel monastero sia nascosto un settimo arazzo della serie della "Dama e l'Unicorno", il maggior tesoro del Museo Cluny, che ne possiede sei. Mentre nella sua vita fa irruzione Jake, l'antica fiamma degli anni di scuola, Alex deve dar fondo a tutte le sue doti di detective per scoprire la verità sull'arazzo scomparso, che potrebbe salvare il monastero, altrimenti destinato a essere trasformato in un hotel di lusso.
 
 
RECENSIONE
 

 
Questo romanzo è l'opera prima della Jones, è un romanzo che si legge con molta facilità, anche se paragonarlo al "Codice da Vinci" (come ho letto da qualche parte...) onestamente mi sembra fuori ..tema!!
Si tratta infatti della scoperta, del tutto fortuita, di un arazzo, il settimo, (in realtà non esiste nessun settimo arazzo!) che completa la serie della "Dama e l'unicorno" conservata al Museo di Cluny, da parte di una giovane vedova, Alex Benoit, impiegata del Museo, mandata presso un antico monastero al fine di valutare i tesori ivi conservati... La vicenda si snoda  fluidamente, con l'inevitabile storia d'amore in sospeso da tanti anni e i percorsi della vita di Alex, ma a 3/4 di libro, la trama ha una caduta di tensione e tutto diventa scontato e prevedibile.. Solo l'epilogo riporta un po' di suspence ...
Lettura comunque consigliata per passare qualche ora in buona compagnia!





venerdì 7 luglio 2017

....Divorziare con stile...



















TRAMA

Mentre vive, Vincenzo Malinconico cerca di capire come la pensa. Per questo discetta su tutto, benché nessuno lo preghi di farlo. Abilissimo nell'analizzare i problemi ma incapace di affrontarli, dotato di un'intelligenza inutile e di un umorismo autoimmune, si abbandona alla divagazione filosofica illuminandoci nell'attimo in cui ci fa saltare sulla sedia dal ridere. Malinconico, insomma, è la sua voce, che riduce ogni avventura a un racconto infinito, ricco di battute fulminanti e di digressioni pretestuose e sublimi. Puri gorgheggi dell'intelletto. Questa volta Vincenzo e la sua voce sono alle prese con due ordini di eventi: il risarcimento del naso di un suo quasi-zio, che in un pomeriggio piovoso è andato a schiantarsi contro la porta a vetri di un tabaccaio; e la causa di separazione di Veronica Starace Tarallo, sensualissima moglie del celebre (al contrario di Malinconico) avvocato Ugo Maria Starace Tarallo, accusata di tradimento virtuale commesso tramite messaggini, che Tarallo (cinico, ricco, spregiudicato e cafone) vorrebbe liquidare con due spiccioli. La Guerra dei Roses tra Veronica e Ugo coinvolgerà Vincenzo (appartenente da anni alla grande famiglia dei divorziati) molto, molto più del previsto. E una cena con i vecchi compagni di scuola, quasi tutti divorziati, si trasformerà in uno psicodramma collettivo assolutamente esilarante. Perché la vita è fatta anche di separazioni ricorrenti, ma lo stile con cui ci separiamo dalle cose, il modo in cui le lasciamo e riprendiamo a vivere, è - forse - la migliore occasione per capire chi siamo. E non è detto che sia una bella scoperta.


RECENSIONE

Non avevo mai sentito parlare di Malinconico e cogliendo l'occasione dell'obiettivo di una challenge, ho scelto questo romanzo di De Silva.
La storia è incentrata, appunto, sull'avvocato Malinconico e precisamente su una causa in cui difende un suo quasi zio (pittoresca la descrizione della quasi parentela) e la separazione di un principe del foro con la sua bellissima consorte.. A parte qualche capitolo esilarante, con battute a raffica, ho trovato questo romanzo lento, con poco ritmo...L'avvocato non sembra prendere sul serio la sua professione ed è, sì, dalla battuta facile e in qualche pagina ho anche riso! ma dopo le prime 50 pagine, volevo già mollarlo.. mi sono imposta di leggerlo! Il romanzo è pieno di luoghi comuni, descritti bene, per carità, ma non mi ha preso per niente! Forse avevo troppe aspettative, visto le recensioni lette, non saprei dire..
La cena degli ex compagni di classe è stata poi l'apoteosi! forse perché io sono allergica a queste rimpatriate che mi danno un senso di tristezza oltre ogni dire.. (mai partecipato!! ndr), l'unica nota, positiva per me, che dà un tocco di colore ad una storia grigia, è l'avvocato Lacalamita, che lo coinvolge in raid contro "La Merda", ma che si dimostra, ben preparato nella sua professione e, in ultima ratio, anche amico disinteressato.
Consigliato? Forse sì ... non so.

mercoledì 5 luglio 2017

... La vampa d'agosto...























TRAMA

Caldo torrido, estenuante, sole implacabile: è questa la vampa del mese più infuocato della torrida estate siciliana, ma è anche l'ardore e la passione che infiammano Montalbano. Siamo in agosto, Mimì Augello ha dovuto anticipare le ferie e Montalbano è costretto a rimanere a Vigàta. Livia vorrebbe raggiungerlo, ma per non restare sola, con Montalbano sempre al lavoro, pensa di portare con sé un'amica (con marito e bambino) e chiede a Salvo di affittare una casa sul mare per loro. La vacanza scorre nella villetta sul mare, silenziosa, verde. Ma un giorno il bambino sparisce. Montalbano accorre e scopre in giardino un cunicolo che rivelerà clamorose sorprese tra cui un baule con il cadavere di una ragazza scomparsa sei anni prima.
 
 
RECENSIONE
 
 
Siamo al decimo romanzo della serie e mai periodo poteva essere più azzeccato per leggere questo romanzo! ^_^ Siamo nel periodo più caldo dell'estate siciliana (e non solo nel romanzo, ma anche mentre scrivo! ihihih) quando il caldo torrido ti ottunde i sensi... Montalbano è bloccato in ufficio e si divide fra Vigata e Marina di Montereale, dove Livia sta passando, insieme alla sua amica Laura e consorte e figlio e gatto, il periodo di vacanza agostano. Ne succedono di tutti i colori a causa di invasione di insetti vari e, in uno di questi "incidenti" viene a galla, per fortuita coincidenza, anche un cadavere... Montalbano inizia le indagini, coadiuvato dalla gemella della vittima e, complice la bellezza della donna, il caldo anzi "la vampa", e l'età che avanza... risolve sì il caso, ma cede per la prima volta alle lusinghe della giovinezza..
Mi ha fatto tantissima tenerezza Montalbano in questo romanzo, alle prese con l'età che avanza (anche qui ritorna il prendere appunti per non dimenticare i fatti, stavolta sotto forma di lettera), alle prese con le lusinghe della giovinezza, alle prese con il caldo che ottunde la mente e non ti fa pensare con chiarezza e coerenza, alle prese con le sfuriate di Livia che lo incolpa di tutte le disavventure capitate alla sua amica... Povero Montalbano! in questo romanzo ne esce malconcio sia professionalmente che emotivamente...  Finale bellissimo.....
 
«Natava e chiangiva. Per la raggia, per l’umiliazione, per la vrigogna, per la sdillusione, per l’orgoglio ferito […]
Tutto un tiatro, tutta una finzione.
E lui, vecchio, alluciato dalla billizza e perso darrè a quella giovintù che l’imbriacava, c’era caduto, a cinquantacinco anni sonati, come un picciliddro.
Natava e chiangiva».
 
 


venerdì 16 giugno 2017

...Figlia del silenzio...


TRAMA


Lexington, 1964. Sulla città infuria una tempesta di neve. È notte quando Norah Henry avverte le prime doglie: è impossibile raggiungere l'ospedale e suo marito David decide di far nascere il bambino con l'aiuto di Caroline, la sua infermiera. Norah partorisce due gemelli: il maschio, nato per primo, è perfettamente sano, ma i tratti del viso della bambina rivelano immediatamente la sindrome di Down. Travolto dalla disperazione, David affida la piccola a Caroline, ordinandole di rinchiuderla in un istituto. A Norah, sedata dall'anestesia durante il parto, dice che la bambina è morta. Ma Caroline non può abbandonare la piccola Phoebe. Con un coraggio che non credeva di avere, fugge in un'altra città, determinata a prendersi cura della bambina e a conservare un segreto che solo lei e David conoscono. Un segreto che nel tempo si farà sempre più insopportabile e, come una piovra, allungherà i suoi tentacoli sulla vita di David e della sua famiglia: lui, ossessionato dal senso di colpa, ma incapace di affrontare la realtà, Norah, inconsolabile per la figlia che crede morta, e Paul, il fratellino di Phoebe, che cresce in una casa piena di dolore. Intanto Caroline vivrà con gioia l'inaspettata maternità ma dovrà affrontare anche molte difficoltà: Phoebe è vivace e sensibile ma i suoi problemi e i pregiudizi che la circondano costringeranno Caroline a combattere una dura battaglia contro il mondo. Fino al giorno in cui i destini delle due famiglie torneranno a incrociarsi.


RECENSIONE

Di questo romanzo avevo letto tante recensioni che mi hanno incuriosito parecchio, tanto da decidere di prenderlo in biblioteca... È un romanzo che si snoda durante l'arco di 25 anni e la particolarità è che è scritto da ben 4 punti di vista (che sono quelli dei personaggi principali)! Questo espediente usato dalla scrittrice è servito, per sua ammissione,  a stemperare l'emozione quando la scrittura diventava particolarmente coinvolgente e, devo dire che, anche a me leggere  da  un personaggio all'altro  è servito a smorzare il pathos che cresceva, specialmente in alcune parti del romanzo particolarmente toccanti. La vicenda inizia nel  1964 e si conclude nel 1989  e tratta di una patologia che, ancora oggi, nonostante i passi da gigante fatti, è probabilmente un problema per tante famiglie.... È un romanzo che si legge d'un fiato, mi è piaciuto il modo delicato con cui si affronta la sindrome di Down, alle tantissime difficoltà incontrate e le battaglie fatte dalle famiglie, in quel periodo storico, in America, per dare un'istruzione pubblica ai tanti bambini con questa patologia....  E sopra tutto,  mi è piaciuto l'amore che si legge in tutto il romanzo, che lo permea....l'amore che, a volte, induce a sbagliare credendo di fare bene ma ottenendo il risultato opposto, cioè la sofferenza delle persone amate.... Ma sempre l'amore riscatta la sofferenza e tutto come le tessere di un puzzle....trova il suo perché....


martedì 6 giugno 2017

..... primo progetto del 2017...

...nonostante tutto.... fra un gesso, antiinfiammatorio a go-go e" volli, sempre volli, fortissimamente volli" di Alfieriana memoria! ecco finito, spedito e già ricevuto il ricamo per Associazione Sogni d'Oro!!!  


venerdì 26 maggio 2017

....La luna di carta....























TRAMA


"Quann'era picciliddro, una volta sò patre, per babbiarlo, gli aveva contato che la luna 'n cielu era fatta di carta. E lui, che aviva sempre fiducia in quello che il patre gli diciva, ci aviva criduto. E ora, maturo, sperto, omo di ciriveddro e d'intuito, aviva nuovamente criduto come un picciliddro a dù fìmmine..., che gli avivano contato che la luna era fatta di carta." Torna il sangue nelle inchieste di Montalbano: un delitto spietato in una casa alla periferia di Vigata. Tutto sembra condurre alla pista passionale. Ma il commissario non si lascia ingannare.


RECENSIONE

Dopo la parentesi de La pazienza del ragno, il commissario Montalbano è alle prese con un nuovo delitto..
Un uomo, tale Angelo Pardo, informatore medico-scientifico, viene trovato morto dallo stesso commissario, allertato dalla sorella della vittima, in un pied-à-terre; l'uomo è orrendamente mutilato e in una posa che farebbe immediatamente pensare ad un delitto passionale, ma non è tutto così semplice come sembra....
Camilleri in questo che è il nono romanzo della serie che vede come protagonista il commissario Montalbano, ci presenta lo stesso come uomo alle prese con l'inevitabile presa di coscienza del tempo che passa e della conseguente vecchiaia... Montalbano, suo malgrado, si ritrova a dover prendere appunti per evitare dimenticanze... e questo lo turba assai, come lo turbano assai due donne, rispettivamente la sorella (con la sua presenza ossessiva) e l'amante (già provata dalla vita nonostante la giovane età) del morto, bellissime in modo differente, e coinvolte nel delitto, che vorrebbero fargli credere che la "luna è di carta"... Contemporaneamente si snodano altre vicende, avulse in apparenza dall'indagine, ma destinate ad incrociarsi...
Montalbano risolverà il caso, scoprendo una verità pesantissima da accettare...
Volevo sottolineare che mi piacciono tanto i termini che Camilleri, a volte usa,  rendono perfettamente - anzi visivamente - ciò che vuole dirci, in questo romanzo usa il termine "gattoparda" ... cosa vuole dire?
Leggetelo e scoprirete il perché!




martedì 23 maggio 2017

... libera..

.. sì!!da ieri, dolorante ma libera! Tolto il gesso, adesso riabilitazione.... Grazie a tutti!!